Tre i pilastri: innovazione organizzazione e presenza

Cav. Binda Rosolino - Collaboratori

L’azienda Binda di Derovere

Non solo un fornitore, ma un partner operativo delle aziende agricole. È quanto propone l’azienda Binda di Derovere attività fin dal 1927. «Il ‘sistema Binda’ si fonda su tre pilastri: innovazione responsabile con la ricerca e sperimentazione sul campo, selezionando solo ciò che porta risultati reali; organizzazione con investimenti continui in digitalizzazione, logistica e processi, per garantire velocità, precisione e correttezza nelle consegne e nelle forniture e presenza, quando il cliente ha bisogno non trovi un call center ma persone vere, che conoscono il territorio e le tue urgenze», spiega il titolare Lino Binda.

«Non siamo solo un fornitore ma un partner operativo delle aziende agricole e zootecniche»

Lino Binda

«Binda nasce nel 1927 dall’attività ambulante di prodotti alimentari avviata dal mio bisnonno Senatore. La prima svolta strategica arriva con mio nonno, Rosolino Binda, che trasforma l’attività da commercio itinerante a struttura organizzata di fornitura ai negozi alimentari, diventando un punto di riferimento nel commercio dei prodotti coloniali nel sud della Lombardia.

Con l’ingresso di mio padre Italo, l’azienda consolida e sviluppa il comparto energetico, estendendo la distribuzione di gasolio agricolo, da riscaldamento, per autotrazione e lubrificanti sul territorio.

Con l’avvento della grande distribuzione dimostriamo capacità di adattamento: usciamo progressivamente dal comparto alimentare per focalizzarci sulla fornitura di mezzi tecnici per l’agricoltura e la zootecnia.

Negli anni ’90 questo ambito diventa uno dei pilastri aziendali. Dal 2002, con l’ingresso della terza generazione, l’impresa evolve verso una gestione più strutturata, con attenzione al controllo di gestione, alla digitalizzazione dei processi e allo sviluppo organizzativo», racconta.

L'azienda oggi

Oggi l’azienda conta 15 tra dipendenti e collaboratori e il fatturato del 2025 è stato di 13,9 milioni di euro, in crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. Le proposte per gli imprenditori del mondo agricolo si articolano su tre aree principali. Soluzioni agronomiche: sementi, fertilizzanti, agrofarmaci; nutrizione e vitalità del suolo con microrganismi, biostimolanti e ammendanti e anche strumenti come i contratti di filiera per valorizzare le produzioni e dare più stabilità. Soluzioni zootecniche: alimentazione e benessere animale, imballaggi e materiali per l’insilaggio, igiene e sanificazione di stalla e mungitura, lettiere e trattamenti dei reflui, fino ai programmi di controllo infestanti. Energia e continuità operativa: gasolio agricolo, gasolio per autotrazione e riscaldamento lubrificanti e additivi, AdBlue.

Un’impresa in salute che è cresciuta passo dopo passo.

«Il momento di svolta non è stato un singolo evento ma un cambio di mentalità. Quando abbiamo iniziato a considerare l’impresa non più come un insieme di funzioni separate, ma come un sistema integrato e interconnesso. Un’azienda è un organismo vivo: ogni area influenza l’altra e il valore nasce dall’armonia del sistema, non dalla somma delle singole parti. Tre elementi hanno guidato questa trasformazione: metodo, digitalizzazione e persone».

Veduta aerea azienda Binda

Una delle carte vincenti dell’azienda Binda, sono le persone. «La diversificazione ha sicuramente avuto un ruolo importante: ci ha permesso, nei passaggi storici più delicati, di adattarci ai cambiamenti del mercato e di continuare a servire bene il territorio. Ma se devo indicare la vera ‘carta vincente’, per Binda è sempre stata un’altra: le persone. Parlo delle persone che hanno fatto parte della nostra organizzazione in questi quasi cento anni: uomini e donne che hanno dato continuità, competenza e senso di responsabilità al nostro lavoro. Abbiamo esempi bellissimi di collaboratori che hanno lavorato con noi per una vita intera; in alcuni casi perfino i figli hanno ripercorso la storia lavorativa dei genitori.

Questo, per me, dice molto più di qualsiasi strategia: significa fiducia, identità, appartenenza. Per questo la diversificazione, quando l’abbiamo fatta, non è mai stata ‘fare più cose’: è stata fare le cose giuste, in modo coerente con ciò che ci chiedevano i clienti e con il tipo di servizio che volevamo garantire».

Sostenibilità

Un aspetto importante è anche la sostenibilità. «Nel 2025 abbiamo redatto il secondo bilancio di sostenibilità: per noi è un impegno di trasparenza e, soprattutto, un modo concreto per migliorare ogni anno il nostro impatto e la qualità del lavoro che offriamo a clienti e collaboratori. Sul piano ambientale, investiamo in scelte misurabili.

Una parte significativa dell’energia che utilizziamo arriva dai nostri impianti fotovoltaici, con sistemi di accumulo, riducendo prelievi dalla rete ed emissioni. A questo si affianca la cura dell’area verde aziendale, con più di 50 piante, che contribuisce alla compensazione naturale.

Abbiamo inoltre lavorato sulla logistica sostenibile: rinnovo dei mezzi con soluzioni più efficienti. Anche gli uffici sono progettati per l’efficienza, con climatizzazione supportata da tecnologie a basso impatto e isolamento che riduce drasticamente i consumi».

Per il futuro la Binda e i suoi titolari hanno ben chiaro cosa proporre: «Non vogliamo limitarci a fornire prodotti, ma essere un partner operativo e strategico per gli agricoltori. Significa aiutare le aziende a diventare più resilienti, più efficienti e più sostenibili economicamente: perché senza redditività non esistono né innovazione né futuro. Il mondo agricolo e zootecnico sta attraversando una fase di forte complessità: prezzi delle produzioni spesso insufficienti, difficoltà nel reperire manodopera specializzata, burocrazia sempre più articolata, incertezze normative e preoccupazioni su strumenti e scenari futuri come quelli relativi agli impianti di biogas. A tutto questo si aggiunge una sfida strutturale: il cambiamento climatico, che rende più instabili rese, tempi e programmazione ».